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La dott.ssa Toto ha conseguito la laurea in psicologia clinica ed è specializzata in psicoterapia cognitivo-comportamentale con lode. 
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La differenza tra Ironia e Sarcasmo
La differenza tra Ironia e Sarcasmo

La differenza tra Ironia e Sarcasmo

Non essere pesante, stavo solo scherzando!”
La sottile differenza tra l’ironia e il sarcasmo.

A ognuno sarà capitato di ricevere offese mascherate da “battute” oppure di essere sarcastici verso qualcuno con il solo fine di punzecchiare e ferire.

Siamo alla differenza tra l’ironia e il sarcasmo, ossia tra ciò che fa sorridere e ciò che ferisce.

L’etimologia aiuta a comprendere il significato intrinseco al sarcasmo: dal dal greco sarkasmòs che fa riferimento al dilaniare, addentare, lacerare carni.
L’etimologia esprime con immediatezza l’aggressività contenuta nel sarcasmo tanto che, alcuni esperti di linguistica lo considerano un “insulto educato”.

Proprio perché indiretto e mascherato da falsa giocosità, quando si è bersaglio di frecciate potrebbe risultare difficile difendersi perchè il sarcasmo può produrre un effetto paralizzante: “Sta scherzando o fa sul serio?”... mentre si cerca risposta a questa domanda, il tempo passa e chi ferisce non ottiene risposta.

Il confine con l’umorismo è sottile e le differenze sostanziali si riconoscono dall’effetto che producono.

L’ironia ha un effetto benefico, quasi rilassante, dissipa le tensioni, stimola pensieri nuovi e anche se volta ad esprimere un disappunto, essa viene espressa all’altro con un animo benevolo, quindi non ferisce. L’ironia presuppone creatività e, ben dosata, è positiva perché consente di uscire da uno stato d’animo avverso e ne ridimensiona la portata, relativizzando i fatti. L’ironia alleggerisce.

Il sarcasmo, invece, ferisce. L’obiettivo del sarcastico è pungere, far sentire in colpa, provocare reazioni negative per ottenere uno scopo personale, fosse anche solo quello di tenere l’altro sotto controllo. Il sarcasmo è l’ironia portata all’eccesso e mossa dal fine di sminuire e svilire l’altro.
Per esempio, un padre che dice alla figlia: “Carino il tuo nuovo fidanzato, con la terza media andrà molto lontano.. Scherzo eh!”, in realtà, altro che scherzare, sta esprimendo un giudizio pesantemente negativo sul ragazzo, sulla figlia e sulle sue scelte, tentando di condizionarla.

Naturalmente tutti possiamo, sporadicamente, essere un po’ sarcastici.
Tuttavia, ci sono persone che ne fanno largo uso e il sarcasmo è la loro principale modalità comunicativa, basata quindi sull’offesa, frasi destabilizzanti, confronti non richiesti e su sottolineature non gradite di alcuni aspetti della realtà.

Insomma, un modo di comunicare tanto indiretto quanto mirato e pungente.

Che tipologia di persona adotta il sarcasmo?

-Chi si sente sopra le righe, per formazione, per cultura, lavoro o per narcisismo e si crede detentore di una saggezza scontata che utilizza allo scopo di disprezzare l’altro.

-Ai soggetti insicuri, la sicurezza dell’altro può provocare una forte ostilità in quanto questi calibrano il proprio giudizio di sé sul riconoscimento esterno quindi sono dipendenti dal consenso e dal contesto. In queste persone l’ostilità può esprimersi sotto forma di sarcasmo.

-Chi ha un grosso bisogno di sentirsi simpatico: il desiderio di essere al centro dell’attenzione può sconfinare in un’ironia malsana perché non tiene conto del modo di essere e dei bisogni degli altri. Vorrebbe l’applauso ma in realtà dovrebbe scusarsi per aver ferito o offeso. In genere ha un’autostima fragile perché dipendente dal sostegno narcisistico dell’esterno.

-Chi a seguito di delusioni profonde, non crede più di poter essere felice, allora, quando sprazzi di felicità bussano alla porta, ad accoglierli c’è una persona che sa che quella felicità porterà inevitabilmente amarezza e disincanto. Dunque la disprezza. In verità, in questo caso il sarcasmo è al sevizio dell’evitamento della felicità come meccanismo di difesa dalla paura di soffrire di nuovo.

-Chi, ferito dalla mancanza di attenzioni del partner, le pretende sottoforma di critica. In questo caso il sarcasmo è una forma di punizione, facendolo sentire deprivato di un suo aspetto buono.

-Chi tende a reprimere la rabbia. Il sarcasmo diventa un modo per esprimerla. La rabbia repressa potrebbe provenire da un rapporto dipendente o conflittuale con uno dei genitori.

Come ha sottolineato lo psicologo argentino Bernardo Stamateas, lo scopo è quello di minare lentamente il valore che abbiamo di noi stessi. Se abbiamo poca fiducia in noi stessi, gli altri acquisiscono potere e avranno un maggiore controllo sulla nostra persona.

Il sarcasmo quindi comporta la presenza di impulsi aggressivi primitivi, spesso inconsci ed è uno strumento del debole che vuole apparire forte e attaccare garantendosi di non essere attaccato.. perché “stava solo scherzando”. Era chiaro, no?

Come difendersi se qualcuno fa un commento sarcastico a nostro riguardo?
In genere è preferibile evitare di rispondere con altrettanto sarcasmo, perché così facendo, si entra nello stesso gioco. Un gioco vigliacco, in cui non è consentito esprimere pensieri diretti e sinceri.
Se sei una persona risolta, completa, non hai bisogno di giocare con le parole per dire quello che pensi.

Puoi però chiedere senza utilizzare l’ironia, a chi voleva colpirti, che cosa volesse dire, ad esempio: “Scusami, non mi è chiaro, intendi dire che io non sia all’altezza?”

Insomma, portare alla luce ciò che l’altro intendeva dire in modo mascherato, mantenendo la calma e l’equilibrio.

Non consentire agli altri di sminuire sorridendo, la tua persona, le tue abilità o le tue scelte!

 

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Q: 
Chi è lo psicologo?
A: 
Lo Psicologo è un professionista che, dopo la laurea specialistica in Psicologia, ha svolto un anno di tirocinio e ha sostenuto gli Esami di Stato per conseguire l’abilitazione all&r...
Q: 
Che differenza c'è tra psicologo e psicoterapeuta?
A: 
Lo psicologo psicoterapeuta ha conseguito una specializzazione quadriennale in un ambito specifico, e, rispetto allo psicologo non specializzato, può occuparsi anche di casi più gra...

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