curriculum

Curriculum

La dott.ssa Toto ha conseguito la laurea in psicologia clinica ed è specializzata in psicoterapia cognitivo-comportamentale con lode. 
Home / Ansia e panico
Spettatori della vita degli altri
Spettatori della vita degli altri

Spettatori della vita degli altri

Non riesco ad inserirmi”
Il sentimento di esclusione sociale.

Dottoressa, temo che rimarrò completamente sola. Non riesco a legare con nessuno, mi sento sempre un pesce fuor d’acqua. Resto ai margini a guardare gli altri dal di fuori”.

Sarà capitato di conoscere persone che sentono o verbalizzano questo tipo di preoccupazione. Non solo negli studi degli psicologi, ma anche nella vita quotidiana.
Si sentono indesiderabili, diversi, o tutt’e due, provano un perenne senso di solitudine e un livello molto alto di ansia sociale.

So che quando entrerò alla festa sarò in preda all’ansia. E’ imbarazzante essere così ansiosi.”

La paziente vorrebbe parlare con disinvoltura con gli amici, ridere, fare domande. Ma è troppo inibita per farlo.

E’ così frustrante! Con le persone che conosco riesco a sostenere normali conversazioni, ma con gli estranei o in situazioni nuove non so cosa succede… mi blocco”.

Questo tipo di ansia da prestazione è una componente fondamentale del nostro vissuto, è presente in tutti, a livelli diversi. In qualcuno però sconfina, fino a far provare una profonda sensazione di incompetenza nelle situazioni sociali.

E’ come se fossi sola, anche in mezzo alla folla. Anzi, mi sento più sola proprio quando sono con gli altri”.

Non c’è nessun posto in cui questa paziente si senta a casa. 
Il desiderio di integrarsi fa parte della maggior parte di noi, ed in chi non riesce a farlo, si generano sentimenti di dolore, malessere, solitudine.

Non necessariamente la sensazione di esclusione implica un rifiuto, a volte è associata al sentirsi diverso, estraneo a sé e agli altri.

La paziente, come molte altre vittime della trappola dell’esclusione sociale, è esposta ad un’ampia gamma di sintomi psicosomatici.
In genere, il senso di solitudine, comporta disturbi cardiaci e gastrici, depressione, ansia, mal di testa e disturbi del sonno.
Come nasce questa trappola?

All’origine di questa trappola potrebbero esserci vari motivi:
-Ci si può sentire inferiori a causa di qualche caratteristica fisica, come obesità, magrezza, handicap fisico, aspetto non piacevole, scarse prestazioni nello sport, scoordinazione, basso sex appeal.
-Oppure per caratteristiche psicologiche: lentezza nell’apprendimento scolastico, balbuzie, disturbi emotivi non necessariamente gravi.
-Poi ancora, per caratteristiche sociali: inadeguatezza, goffagine, insufficienti abilità conversazionali, stravaganza.
-Oppure perché la propria famiglia è diversa dalle altre, per esempio per etnia, per status sociale, per condizioni economiche, perché potrebbe essere presente una barriera linguistica o perché uno o più membri sono affetti da disturbi psichici. 

Cosa succede?

Più questa trappola si radica, più contamina aspetti diversi della propria vita sociale, fino al punto che, ogni volta che si interagisce con una persona ci si aspetta che la propria inaccettabilità personale diventi un problema, di conseguenza si prova molta ansia che a sua volta attiva un evitamento delle situazioni temute.

L’ansia e l’esclusione sociale sono parte di un senso di inadeguatezza di fondo.

La maggior parte di noi ha, in una certa misura, la trappola dell’esclusione sociale.
Molti la sviluppano durante l’adolescenza, poi riescono ad uscirne perché trovano un partner o un gruppo di amici nei confronti dei quali sente maggiore affinità.
Per qualcuno invece continua, in genere nelle persone la cui trappola ha avuto origine nel corso dell’infanzia.

A volte, perché passivi per natura, altre volte perché i genitori hanno scoraggiato lo sviluppo della loro individualità.

In genere la scelta del partner oscilla tra chi ha le caratteristiche simili alle proprie e chi invece le compensa.

La scelta di un partner socievole ha dei pro e dei contro. Da una parte una persona con un’indole aperta dà la forza di non chiudersi in se stessi. D’altra parte c’è il rischio di diventarne dipendenti ed aspettarsi che queste persone spianino sempre la strada. Quando questo avviene, potrebbe rafforzarsi inconsapevolmente la convinzione di essere persone socialmente incompetenti. 

Può succedere, poi, di sentirsi attratti da persone anch’esse emarginate: in questo modo si rafforza reciprocamente il proprio sentimento di diversità.

Questa trappola influisce anche sulla scelta della professione: probabilmente ci si sente più adatti ad attività che non comportano interazioni sociali in misura significativa. Il settore dell’informatica, in genere, è quello privilegiato.

La fuga è il modo principale per fronteggiare questa trappola: è la roccia su cui si costruisce l’esclusione sociale.

L’evitamento delle situazioni sociali assicura che nulla cambi. Ma in questo modo le proprie abilità non possono migliorare, le convinzioni non possono essere confutate.
Ci si sente maggiormente a proprio agio in una situazione di stallo che non richiede particolari sforzi.

Cosa fare?

Così come per chi ha altre difficoltà, anche quella dell’esclusione sociale può cambiare, ma perché questo avvenga bisogna impegnarsi profondamente, affrontare la sofferenza con l’aiuto di uno specialista e soprattutto desiderare che le cose si modifichino.
Il cambiamento è possibile ma richiede un sostanziale passaggio da un atteggiamento di fuga ad un atteggiamento di confronto e padronanza, facilitato da uno psicologo con cui cominciare un’esplorazione dentro se stessi e conoscere le emozioni che predispongono a certi comportamenti.
Il viaggio per superare l’esclusione parte dalla solitudine ed ha come meta l’entrare in rapporto con gli altri.

Sono tante le gratificazioni che vi aspettano, perché temporeggiare e lasciarsele sfuggire?

Bibliografia.
-Reinventa la tua vita, Jeffrey E.Young, Janet S.Klosko, Raffaello Cortina Editore

extra

domande e
risposte

Q: 
Chi è lo psicologo?
A: 
Lo Psicologo è un professionista che, dopo la laurea specialistica in Psicologia, ha svolto un anno di tirocinio e ha sostenuto gli Esami di Stato per conseguire l’abilitazione all&r...
Q: 
Che differenza c'è tra psicologo e psicoterapeuta?
A: 
Lo psicologo psicoterapeuta ha conseguito una specializzazione quadriennale in un ambito specifico, e, rispetto allo psicologo non specializzato, può occuparsi anche di casi più gra...

Convivenza e sesso

richiedi disponibilita visita

sezione video

Sconfiggere paura e timidezza: ecco il vaccino che ti aiuta

Sconfiggere paure e timidezza? in molti mi hanno chiesto un video pratico: ecco finalmente alcuni spunti per iniziare ad andare in questa direzione :-) Credo che questo metodo sia utile quantomeno pe...

Linguaggio del corpo, emozioni e bugie: TUTTI I SEGRETI: Lie to me arriva in Italia - Interviste#18

sezione articoli